Il sogno

29/3/2018 Biblioteca Balducci, Montespertoli
Poesia integrata – Il Sogno di Wisława Szymborska ( le sezioni in corsivo sono le integrazioni alla poesia dei partecipanti all’attività)

 

Il mio caduto, il mio tornato polvere
assunto l’aspetto che ha nella fotografia:
sul viso ombra di foglia, conchiglia nella mano
si avvia verso il mio sogno

e vedo un bambino, lo vedo crescere.

Cammina per tenebre da mani spente
per vuoti aperti verso di sé per sempre
per sette volte sette e poi sette silenzi.

Appare all’interno delle mie palpebre
in questo solo mondo a lui accessibile
Gli batte il cuore trafitto.
Si alza il primo vento nei capelli.
Tra noi comincia a stendersi un prato e il Lussemburgo, un bel viaggio tutti insieme.
Giungono in volo cieli con nuvole e uccelli.
Montagne esplodono in silenzio all’orizzonte
e un fiume scende giù in cerca del mare.
Si vede già lontano, così lontano,

Si vede tanta tristezza, la paura di morire.
È difficile vedere nel futuro, sarà buono?
sono anziana..ma ognuno ha i suoi gusti
e
io vedo una bella girata, una gita con tanta serenità.
Tranquillità, serenità, sentirsi bene e andare a spasso.

 che giorno e notte sono simultanei,

e tante persone. Parecchie, se c’è la musica!
Una bella famiglia. Un paese molto lontano: dove stavo prima,
con una bella casa e un giardino.
E ora cosa vedo? Una casa di riposo

e tutte le stagioni giungono in una volta.

Vedo una grande strada larga e luminosa: un prato fiorito, bello,
con tanti frutti.
Una vita: forte, potente e bella.
Un futuro tranquillo: senza discordia,
risse
e che tutto vada liscio.
La luna apre a ventaglio i suoi quattro quarti,
i fiocchi della neve danzano con le farfalle
e cadono i frutti da un albero in fiore.

Ci veniamo incontro trovando amici a cui si vuole bene e rimettendo poi tutto a posto,
non so se in lacrime,
ma aiutandosi con chi ha bisogno,
non so se sorridendo,
si parla, ci si confida con le persone adatte.
E’ bello stare insieme perché la solitudine è brutta e l’aiuto degli altri ti fa stare bene.
Vorrei trovare chi cuciva con me,
stringersi la mano unendo parole, mani e emozioni.
E’ un piacere trovarsi perché la gioia grande è stare insieme.
Un solo passo ancora
e ascolteremo insieme, perché insieme è meglio che da soli, la tua conchiglia,
in allegria e tristezza,

quale fruscio di mille orchestre c’è,
quale marcia nuziale c’è, la nostra, l’affetto bono.
Stare insieme con voi, con la famiglia, con il mio babbo e con me che sono un Uomo Buono.
quale marcia nuziale c’è,

la nostra.

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